Sei di Monterchi se…

Quello che sta succedendo in queste ultime settimane su Facebook è un fenomeno che colpisce tutti da vicino, la nostra identità, le nostre origini, le nostre emozioni.

Vi sarete accorti che sono nati molti gruppi che hanno più o meno lo stesso titolo e tutti funzionano in maniera identica: qualcuno lo crea, gli da il nome “Sei di Monterchi se” e poi inizia la sfilata dei ricordi.

Non ho scelto a caso di parlare di quello di Monterchi, perchè Monterchi è il Paese dove ho vissuto con i miei genitori fino all’anno scorso, dopo aver trascorso i primi tre anni di vita ad Anghiari.

Domenica pomeriggio una notifica mi dice “Gianluca Romani ti ha aggiunto al gruppo aperto Sei di Monterchi se” ed io curiosa sono andata subito a vedere il contenuto di quell’invito.

Una sorpresa bellissima, ho iniziato a scorrere uno dopo l’altro i post che venivano pubblicati da tutti i membri. Ho guardato i nomi di chi stava scrivendo, molti erano conosciuti, alcuni meno, certi non mi dicevano niente.

Così ho cominciato a “giocare” anche io con la memoria e devo dire che è stato molto divertente far riaffiorare tanti ricordi che il tempo aveva messo da parte, in qualche scatola nascosta chissà dove.

In un attimo è stato come tornare indietro di vent’anni, quando con la mia classe passeggiavamo nel dopo scuola, facevamo arrabbiare maestre e professoresse, e poi il periodo dell’adolescenza, i luoghi, le persone, le risate che solo a quindici anni si fanno con quell’intensità e fragore!

La mia amica Sara mi ha ricordato un incidente avuto insieme durante un giro negli autoscontri, Marta mi ha aperto il cuore solo per aver scritto “Linda la pista di pattinaggio”, Tiziana mi ha fatto  quasi piangere dalle risate per come ha descritto il viaggio verso la scuola della prof. Alberti e poi improvvisamente è come se le persone che non ci sono più fossero presenti, le attività commerciali chiuse avessero riaperto le porte, i momenti passati tornati a vivere.

Facebook, come sempre sembra esser fermo ad ascoltarci, nel frattempo mentre noi raccontiamo le nostre vite passate, quelle durante le quali i social network non sapevamo nemmeno che forma potessero avere, lui, il confidente di molti, insomma il re dei social, sta inglobando una quantità di informazioni stratosferiche sulla nostra vita precedente alla sua creazione.

Intanto che scrivo, continuano ad arrivarmi notifiche dal gruppo, e mentre leggo quello che raccontate, mi scappa un sorriso. La cosa più bella è stata forse detta dalla Mari ieri sera quando ha proposto una bella merenda al Colle quest’estate per ritrovarsi. Inutile dire che la proposta è stata ampiamente condivisa con entusiasmo.

Spesso più che viverle le giornate è come se le stessimo rincorrendo, tra gli impegni, il lavoro, la famiglia, la casa, fermarsi a ricordare, anche mentre stiamo facendo altro, è un pò come allentare l’acceleratore. Non pensate anche voi che tutto questo chiacchierare è  un pò come se ci volesse dire “ohi, gente, ma vi siete accorti che avete voglia di ritrovarvi?”.

Magari sarà più scomodo perché dovremo uscire di casa ma sarà di sicuro più bello perché ci guarderemo negli occhi.

P.S. Un grazie fortissimo a Gianluca per averci pensato!

Senza titolo-2 copia

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