Bisogna sempre giocare lealmente quando si hanno in mano le carte vincenti
A Bologna è quasi inverno, fa freddo in piazza Maggiore dove una grande tensostruttura ospita Il Nostro Tempo. Firenze è calda come ad inizio primavera, la Leopolda è sempre li maestosa ed accogliente, il BigBang sventola e richiama a se. Pippo Civati sotto le Due Torri, Matteo Renzi ad un passo dall’Arno.
Divisi dall’appennino, vicini nella voglia di innovare e rinnovare il Paese. Politica basata sul confronto non sulla banalizzazione per il primo, pane ed effetti speciali per il secondo. Da entrambi i luoghi escono spunti interessanti, idee da Bologna proposte da Firenze. Centinaia di migliaia i giovani e meno giovani che hanno partecipato alle due convention, un grande fermento nell’autunno caldo del Partito Democratico. Da nord a sud i democrat, hanno occupato per intere settimane le prime pagine di tutti i quotidiani, spazi su ogni dibattito televisivo, gli status di Facebook commentati e ricommentati e sempre in prima linea nelle #TT di Twitter, insomma per farla breve al centro dell’opinione pubblica per parecchio. Ma il partito si agita e come scrive Pippo Civati sul suo blog “Un altro problema è quello di confrontarsi, di esserci, all’insegna di una presenza politica di cui il Paese (e anche il Pd) sente la necessità” si perché il tema cruciale in questo momento è il confronto, inteso come scambio, discussione e crescita; uno stimolo che parta dalla base del Pd e che con una scarica di energia possa arrivare agli elettori. “Dibattito politico devastato dai carnefici e dall’imbecillità” continua Civati sulla sua nota, dove spiega in due parole un concetto condivisibile “Quel Pd di cui tutti parlano senza averlo visto mai, non è né il Pd della chiusura in se stesso, né il Pd in outsourcing, in cui siano quelli fuori a dettare la linea, ma una straordinaria via di mezzo”. Il Pd dovrebbe prendere spunto dalla Leopolda in questo. Perché la Leopolda è piaciuta a tutti, perché tutti si sono divertiti si dovrebbe chiedere?
C’è bisogno di un luogo aperto tutti i giorni e tutto l’anno, la via di mezzo appunto, un posto in cui si dialoga, dove ci si può confrontare ma anche un luogo in cui si discute per arrivare alla sostanza del problema, in modo democratico, senza farla troppo facile: non basta aprire porte e finestre, quando si va fuori si deve sapere cosa dire e la direzione da seguire. L’Italia è cambiata dal 2007, è stata stravolta da una crisi prima economica poi politica e sociale e questo dovrebbe far riflettere anche e soprattutto la dirigenza.
“Il vento non si ferma con le mani” a Renzi che cita Seneca voglio rispondere con una frase di Oscar Wilde “Bisogna sempre giocare lealmente quando si hanno in mano le carte vincenti”, e il Pd le carte vincenti potenzialmente le possiede ed è l’unico che con slancio adesso dovrebbe realmente assumersi la responsabilità morale, civile e politica del Paese. Lo abbiamo già provato sulla nostra pelle, urlarsi contro, indossando la cresta abbassando lo sguardo e andando dritti non ha “mai pagato” niente e nessuno, non noi almeno.
Renzi? Sono andata in centro a Big Bang finito, i fiorentini non lo amano, a differenza dei 10 mila della Leopolda, lo criticano duramente. Quanto c’è di vero nel presunto candidato vestito in abito attillato che arringa alla folla dal palco spaziale e quanto nel sindaco che fa storcere il naso ai suoi cittadini? Considero vincente chi riesce a moderare i toni, a mantenere la pacatezza cercando di riunire e non dividere.
La politica è anche educazione e questo “Il Nostro Tempo” lo ha dimostrato brillantemente senza bisogno di annunciare alcun big bang, in maniera semplice e lineare anche alla Leopolda quando Pippo ha fatto il primo e vero #OccupyPD.
Bello. Condivido.
Fausto
I fiorentini non lo amano ??? Ma se è il terzo sindaco più amato d’Italia dopo Fassino e Tosi, e l’anno scorso era il primo. Scusa ma mi pare che quella che sta barando sei tu. I sondaggi del tipo “sono andata a fare un giro in centro ed ho chiesto ai fiorentini” mi ricordano tanto le inchieste per strada del Tg4 o le mirabolanti percentuali di consenso del Berlusca.
E poi centinaia di migliaia di giovani e meno giovani ? Vacci piano, dove li hai visti ? Beh, di sicuro non a Bologna,(1200 posti a sedere, 1500 presenze ad essere buoni, massimo 3000 in 2 giorni se vogliamo contare la gente,non proprio giovane, che passava di lì ed infilava il naso dentro il tendone. Contro i 10000 della Leopolda. Se poi ti riferisci ai contatti in rete, lì sì che che Renzi può contare su 500000 contatti contro i 10-16 mila di Civati (non ricordo il numero esatto ma l’ordine di grandezza è quello).
Poi per carità, Civati è bravo, bravissimo e come dici tu è più abile a porre le questioni ed al tempo stesso a fare gioco di squadra nel PD, Però se anche fai il tifo per lui devi essere almeno obiettiva con chi non ti piace.
Matteo
forse avrò trovato tutti quelli che non lo acclamano ed i miei conoscenti fiorentini sono quelli schierati contro. “1200 posti” letteralmente parlando si può tradurre in centinaia di migliaia, se rileggi attentamente vedrai che quella frase si riferisce ad entrambe le convention, basta consultare qualsiasi articolo sulle presenze per sapere che a Bologna c’erano 1500 persone e a Firenze 10.000 e mi sembra di averlo riportato.
La parola “tifo” non la condivido, non siamo in curva sud, mi piace più vederla da centro campo la partita e trovo molto sensato il “fare gioco di squadra” perchè il titolo in palio è di quelli più impegnativi e si chiama “salvare l’Italia”.
Gran bel pezzo!
Io sono stato solo a Bologna..a Firenze non sono andato per scelta, forse scioccamente. MI sono approcciato alla due giorni bolognese in modo alquanto prevenuto..in fondo io Dalemian-Bersaniano cosa ci incastro con quei due sul palco mi chiedevo. Ho notato subito che l’intento era quello di dare idee al PD, cercare di dare una scossa ad un partito che spesso appare scollegato dai temi che investono quotidianamente la società, un contributo volto a discutere ed unire. Pippo ha fornito il “tetto”, chi è intervenuto ha “arredato” la casa ed ha fornito l’alloggio in comodato d’uso al PD. Renzi si costruisce la casa(tra l’altro:chi l’ha finanziato finora?), i fans ci mettono l’arredamento..ma la casa se la riprende.
Morale: sono tornato da Bologna Bersan-CIvatiano, cosciente che troppe idee bollono in pentola per essere ancora tenute coperte..è l’ora che il PD faccia di queste la base per il programma. Deve essere iun cofronto di proposte non di leadership
Renzi e Civati “divisi dall’appennino, vicini nella voglia di innovare e rinnovare il Paese”. No, non è la stessa voglia di cambiare le cose. Sono lontani come forma mentis. “Il nostro tempo” e “La Leopolda” sono due cose diverse. L’unica cosa che si può fare è cercare il dialogo per far cambiare certe posizioni a Renzi. Ma io preferirei vedere candidati per il bene ed il futuro del partito: Giuseppe Civati, Francesca Puglisi, Nicola Zingaretti o altri del “Il nostro tempo”.
A me sembra che, al di là dei proclami di “andare oltre” la “rottamazione”, l’appuntamento della Leopolda 2 è stato una sostanziale coazione a ripetere, non molto diversa dal primo appuntamento, se non in una impostazione (anche formale) un po’ più grezza, figlia dell’unico (rimasto) promotore. Renzi ha £espulso£ Civati perché voleva andare oltre la rivalsa generazionale e parlare di programma: beh, a me pare che quello che davvero ha fatto un passo avanti è stato proprio Civati con l’appuntamento bolognese, pensato, strutturato e realizzato come una cosa diversa dalla Leopolda 1. Perché un anno è passato e dunque ripetersi sarebbe stato solo indice di debolezza. Secondo me, Renzi esce indebolito dall’appuntamento fiorentino dello scorso w.e., questa è la mia impressione: ha un po’ deluso. O meglio, ha confermato di avere alcune doti, quelle che gli permettono di attirare attenzione su di sé, ma anche grosse mancanze, nella sostanza delle proposte: spero per lui capisca di non potercela fare da solo e di aver bisogno di qualcuno che riempia di contenuti la sua sfida.